Non è la prima volta che sentiamo parlare della concorrenza sleale cinese. Le aziende che sfruttano manodopera cinese, illegalmente, sono sempre più prolifiche e guadagnano, affossando chi cerca di portare avanti, con estrema difficoltà, la bandiera del Made In Italy, con tutti i crismi artigianali che hanno destinato il mercato del mobile italiano all’eccellenza nel settore.
Report, il programma di Rai Tre che si pone come un occhio vigile sulle piccole e grandi realtà italiane, nell’intento di denunciare le eventuali anomalie del Belpaese, ha recentemente portato l’attenzione sulle irregolarità che gravitano attorno al mercato del mobile imbottito. Di cosa stiamo parlando? Dell’inchiesta denominata Una Poltrona Per Due, nella quale ha preso parola l’imprenditore garante del Made in Italy, Pasquale Natuzzi.
Il divano è sempre più un elemento di design nelle nostre abitazioni. Sobrio, moderno, spigoloso o vecchio stile, esso coccola le nostre serate di assoluto realx, i nostri after dinner romantici e fa da sfondo a momenti di vita familiare, da dividere tra tv e popcorn. Un complemento d’arredo di vitale importanza, direi. Quali sono i fattori che influenzano la vostra scelta riguardo un nuovo divano? Il prezzo immagino sia il primo vincolo al quale non ci si può sottrarre quando ci si accinge a compiere una spesa, in ogni caso non irrisoria! Ma la qualità ha un peso nella vostra scelta? Voglio dire: sapete quali sono le ragioni per le quali il vostro futuro oggetto del desiderio viene venduto ad un prezzo stracciato? E’ a detrimento della qualità? Dare un occhio anche alle modalità di lavorazione dell’oggetto è importante, soprattutto per scegliere in completa sicurezza, prediligendo la lavorazione con materie di prima scelta e tramite modalità artigianali che rispettano i crismi del Made In Italy!
Pasquale Natuzzi, nella suddetta inchiesta, fa emergere i lati più oscuri del settore. La sua azienda, leader da anni nel settore della produzione dei divani, fatica, ormai, a crescere. La perdita di 315 milioni di fatturato ne è la prova evidente ed allarmante. Le cause di un così nefasto bilancio aziendale? Natuzzi non esternalizza la lavorazione del complemento d’arredo. I suoi lavoratori sono italiani; coprono turni regolari e godono di tutti i diritti che un lavoratore dovrebbe pretendere, con spese ingenti da parte dell’azienda. Natuzzi non vuole rinunciare alla sua mentalità artigianale e, lasciatemelo dire, legale, ma all’orizzonte si profila un anno davvero disastroso, in termini di profitto.
Da Forlì a Matera la storia non cambia. La quasi totalità della manodopera del settore è cinese. I tessitori lavorano in nero, chiusi in magazzini angusti che non rispettano le norme in materia di sicurezza. La aziende del mobile imbottito, per sopravvivere, devono, ormai, demandare a terzi il lavoro di fabbricazione. Terzi che, molto spesso, non rispettano la legge, sfruttando la manodopera cinese che, si sa, fa risparmiare. Ma le grandi case del mobile sono a conoscenza di queste anomalie? Sanno che un risparmio sulla manodopera permetterà di vendere il prodotto finito ad un prezzo altamente concorrenziale?
L’inchiesta accende i riflettori su Chateau D’Ax, altra leader del settore. I pochi controlli, spesso superficiali, hanno evidenziato che le aziende alle quali Chateau D’Ax esternalizzava le prime fasi di produzione del complemento d’arredo non pagavano le tasse e sono tutt’ora accusate di sfruttamento della manodopera! Possibile che Chateau D’Ax non fosse a conoscenza delle mancanze della società esterna? Secondo Natuzzi, se due aziende cooperano sono entrambe responsabili delle eventuali irregolarità, in termini di gestione del personale o in materia fiscale.
Fatto sta che molti dipendenti italiani dell’azienda che fa capo a Natuzzi sono da anni in cassaintegrazione e l’imprenditore garantisce che, sebbene i conti siano in rosso, non è stato licenziato un solo dipendente dall’inizio della crisi.
La crisi, però, è appena al suo esordio e se portare avanti il Made In Italy e lavorare nella legalità, con un occhio di riguardo alla qualità finale del prodotto, significa non essere concorrenziali, qual’è il futuro delle aziende italiane? L’unico modo per fare fatturato è davvero rivolgersi alla manodopera cinese a basso costo, con un’ingente incertezza riguardo la qualità del prodotto finito?
I cassaintegrati dell’azienda Natuzzi pesano sulle casse dello stato e, quindi, sui contribuenti, così come pesano, quasi come macigni, le mancanze fiscali di altre aziende, leader nel settore del mobile imbottito. Il sommerso che lo stato non percepisce lo paghiamo noi, ignari contribuenti, che vorremmo solo rilassarci un po su un divano, tessuto con amore e rispetto della legalità! Perciò, da oggi, quando vi recherete in un negozio di mobili, non badate solo al risparmio, ma accertatevi che ciò che state premiando è il lavoro onesto e pulito!
Di seguito il video tratto da Report:




































