Tasse di successione sui conti correnti

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Come è noto, in caso di decesso di una persona tutti i beni, e gli eventuali debiti di quest’ultima si trasferiscono, per legge (stabilita dal Codice Civile) o tramite testamento, ai suoi eredi. La tassa di successione era stata abolita con la legge n 383 del 18 ottobre del 2001, ma con la Finanziaria del 2007 l’imposta è tornata in vigore. Si tratta senza dubbio un aumento poco gradito, come tutte le tasse del resto. Nel caso di conto corrente di unico intestatario, gli eredi sono tenuti a restituire alla banca d’appartenenza tutti i documenti, gli assegni non utilizzati, i bancomat e i libretti di risparmio non appena comunicato il decesso, altrimenti occorrerà sporgere una denuncia per smarrimento. La chiusura di un conto corrente deve avvenire nell’arco di tempo massimo di un anno, ed è un’operazione che richiede tempo e attenzione.

Secondo il decreto legge 262/2006 riguardante le imposte sulle successioni e sulle  donazioni, viene concessa una franchigia di un milione di euro per ciascun beneficiario della donazione e della successione stessa, naturalmente nel caso in cui si verifichi una successione patrimoniale di genitore in figlio o tra coniugi e parenti diretti. Nel caso di parentela non diretta, invece, come quella che sussiste tra zio e nipote, tra coniuge e parenti dell’altro coniuge o tra conviventi, non viene disposto alcun tipo di franchigia. Rispetto a quanto stabilito precedentemente al 2006, quindi, l’aumento fiscale riguarderà le situazioni in cui ci il patrimonio donato o trasmesso superi il milione di euro per ogni singolo beneficiario.