Mutuo agosto 2012: meglio il tasso fisso o il variabile?

rinegoziazione-mutuo1

Analizzando i dati prodotti da Confartigianato si può facilmente notare che in un anno, cioè da maggio 2011 a maggio 2012, il tasso di interesse medio sui nuovi mutui è aumentato di qualcosa pari a  103 punti base, arrivando ad attestarsi al 4,12% annuo.

In pratica gli italiani per riuscire pagare il proprio mutuo devono arrivare sborsare il 30,9% del proprio reddito. A questa recente indagine prodotta da Confartigianato c’è, ovviamente, da aggiungere il crollo del mercato immobiliare visto che le compravendite hanno fatto registrare un meno 17,8%, in un settore, quello edilizio che ha perso 97.800 posti di lavoro persi; in dettaglio le imprese del settore costruzioni sono diminuite dell’1,36%.

Segnali davvero preoccupanti se si pensa che si è perso anche  l’1,17% delle imprese artigiane presenti sul territorio l’anno scorso. L’introduzione di tale scenario è utile a farvi capire la situazione perchè tornando ai mutui la parola d’ordine, che ormai tutti sanno a memoria è lo spread, che sui muovi mutui pesa in quanto praticamente annulla l’effetto benefico sulla rata degli euribor ai minimi storici. Ma cosa vuol dire tutto ciò?  In altre parole  la Banca Centrale Europea limita il tasso di interesse ma i vari istituti bancari  alzano gli spread per ristabilire le proprie quote di remunerazione sui prestiti.

Possiamo ipotizzare  che un possibile futuro aumento  degli euribor rende abbastanza rischioso al giorno d’oggi stipulare un mutuo casa a tasso variabile, soprattutto per chi sta pagando già, con le proprie tasche, e sulle proprie spalle le misure anti crisi imposte da diversi modelli. Ad ogni modo il nostro consiglio è sempre lo stesso, prima di investire, in borsa o nel mattone, prendetevi il giusto tempo per pensarci sopra.